.Il Sarcidano: Santuario federale nuragico di Santa Vittoria

Serri, Santuario federale nuragico di Santa Vittoria
  • Tipo - Complessi cultuali nuragici
  • Nazione - Italia
  • Regione - Sardegna
  • Provincia - Cagliari
  • Comune - Serri
  • Località - Santa Vittoria
  • Data compilazione - 1 marzo 2006
  • Autore - Graziano Caputa

Ubicazione/Come arrivare

Dall'incrocio della S.S. 128 con la S.S. 198 raggiungiamo Serri. All'ingresso del paese troviamo le indicazioni per raggiungere il santuario nuragico, distante circa 4 km dal centro abitato.

Informazioni Turistiche

Costo

Intero € 4 ; ridotto € 3; il costo comprende la visita guidata

Gestione
Cooperativa L’oleandro
cell. 0782806122; cell. 347316160
proloco.serri@tiscali.it

Descrizione

Situato sull'estremità sud-occidentale della giara di Serri, su uno strapiombo naturale, sorge il grandioso complesso nuragico (esteso su un'area di circa quattro ettari), che deriva il suo nome dalla chiesetta campestre di S. Maria della Vittoria.  Le strutture attualmente visibili, riportate alla luce con scavi condotti da Antonio Taramelli tra il 1907 e il 1929, risalgono per lo più ad un arco cronologico collocabile tra il Bronzo Recente e Finale e la prima età del Ferro (circa XIII-VIII secolo a.C.) e restituiscono l’immagine di un grande villaggio-santuario federale presso il quale le popolazioni circostanti si riunivano, accomunate nei culti.

Ancora oggi gli edifici sono contrassegnati con i nomi attribuitigli dal Taramelli sulla base delle caratteristiche strutturali o di rinvenimenti particolari:  la Casa del Capo, il Recinto delle Feste, il Tempio Ipetrale, la Capanna del Sacerdote, la Via Sacra

Le strutture si distribuiscono sostanzialmente in 4 differenti zone poste nei settori sud-ovest, nord-est e sud-est: 1) la zona della difesa occidentale e dei templi; 2) il settore del Recinto delle Feste; 3) l’area del Recinto del doppio Betilo; 4) la zona della Curia. Sono presenti sia strutture circolari monocellulari che unità più complesse del tipo cosiddetto a corte che si collocano in fasi del Bronzo Finale.

Nel settore sud-occidentale dell'altopiano, intorno alla chiesetta di S. Vittoria, sono evidenti diverse fasi edilizie ed è documentato attualmente il momento più antico: risale all’Età del Bronzo Medio (XVI-XIII secolo a.C.) la costruzione di un nuraghe a corridoio presso la c.d. Torre con Feritoie. In relazione con questo erano le cortine murarie, ora inglobate in altre strutture, della cinta difensiva che si prolunga fino alla Capanna del Capo. Altre strutture di questo settore, il cui centro ideale è rappresentato dal pozzo sacro, sono il Tempio Ipetrale, la Capanna del Sacerdote, il Recinto Circolare con sedile, la Via Sacra, il Muro di cinta con la Capanna dell'ingresso.

Il tempio a pozzo,  primo monumento nuragico della Giara ad essere riconosciuto e scavato dal Taramelli, è racchiuso entro un recinto ellittico (m.19 x 13) raccordato alle ali esterne dell’atrio del pozzo mediante due bracci murari curvi. Per il Taramelli questa struttura doveva sostenere un tumulo di terra, addossato alla base del pozzo il cui prospetto si sarebbe elevato quindi alla sommità del rilievo artificiale. Il tempio vero e proprio è orientato NE/SW e si articola - secondo una forma canonica in questo tipo di edifici - in tre parti: un vestibolo (o atrio), un vano scala e la camera originariamente coperta a tholos; la struttura è realizzata con blocchi isodomi di basalto e calcare accostati con l’intento di creare una decorazione bicolore. Il vestibolo di pianta quadrata è definito dalle ali laterali del pozzo; è pavimentato con lastre poligonali di calcare bianco - ben connesse senza uso di malta - e presenta ai lati due banconi, formati da blocchi calcarei superiormente modanati. Alcuni dati inducono a credere che questa pavimentazione sia stata realizzata in sostituzione di una precedente: al di sotto di essa tra l’altro venne riportata alla luce una canaletta, sfociante in una conca scavata nella roccia nell’ingresso dell’atrio. Superato l’atrio  e percorsa la scala, con gradini ben sagomati in basalto, si giunge nella camera che raccoglieva l’acqua; questa filtrava dall’esterno attraverso stretti fori risparmiati tra i blocchi del perfetto paramento murario. realizzato con 20 filari sempre con conci isodomi di basalto sagomati a cuneo lavorati a martellina nella faccia a vista. Esternamente la muratura del pozzo è realizzata con blocchi subquadrati alla base e conci isodomi (alternativamente di calcare e basalto) nei filari superiori. L’intercapedine tra questa ed il paramento interno della camera è costituita invece da massi basaltici poliedrici.

Il sito di Santa Vittoria ha restituito un gran numero di reperti conservati nel “Museo Nazionale Archeologico” di Cagliari: Spiccano i bronzetti figurati (41), le armi, gli oggetti ornamentali e d'uso, anche con significato simbolico e votivo (doppie asce, recipienti di lamina bronzea  ecc.). I bronzetti rappresentano non solo categorie umane e specie animali (domestici e selvatici: bovini, ovicaprini, maiali, cani, colombe, cervi e mufloni, cinghiali e volpi …)ma anche le suppellettili, gli strumenti da lavoro, i contenitori ceramici (ziri) e quelli in materiali deperibili intrecciati (varietà di ceste - con manici e coperchi - gerle e corbule) il cui confronto con reperti sardi rinvenuti in contesti extrainsulari dimostrano l’uso della tecnica della cera persa per la produzione dei bronzetti si può datare in Sardegna almeno a partire dal X secolo a.C. circa e confermano gli stretti rapporti  fra il mondo nuragico e l’area tirrenica. Tra le figurine si annoverano i  Capi-tribù, i guerrieri e gli arcieri, offerenti, ovvero un uomo che protende la gruccia a dimostrare l’ avvenuta guarigione Particolarmente significative – per le implicazioni ed i rimandi relativi alla sfera cultuale -  le figure di donne sedute su sgabelli rotondi che tengono tra le braccia bambini o giovani.  Copiose le ceramiche votive, i reperti litici di raffinata fattura tra cui spiccano alcuni modellini di nuraghe-altare in calcare, due protomi di toro, un bacile circolare con piede ad anello, pilastrini betilici e numerose lastre per l’esposizione dei bronzetti.

Cronologia

Età nuragica - Dal Bronzo Medio alla prima Età del Ferro (XV-VI secolo a.C. circa)

Bibliografia

  • A. Taramelli, Serri. Scavi nella città preromana di Santa Vittoria in  "Notizie degli Scavi", 1909, pp. 412-423
  • R. Pettazzoni, Le antichità protosarde di Santa Vittoria e nel recinto sacro in “Bullettino di Paletnologia Italiana”, 35, pp.159 sgg.
  • A. Taramelli,  Serri. Ricerche nell'acropoli di Santa Vittoria e nel recinto sacro, in “Notizie degli Scavi”, 1911, pp. 291-312
  • A. Taramelli, Il tempio nuragico e i monumenti primitivi di Santa Vittoria di Serri, in “Monumenti Antichi dei Lincei”, 23, 1914, coll.313-440
  • A. Taramelli, Serri. Nuovi scavi nel santuario nuragico presso la chiesa di Santa Maria della Vittoria sull'altipiano della Giara, in “Notizie degli Scavi”, 1922, p. 296-33
  • A. Taramelli, Nuove ricerche nel santuario nuragico di Santa Vittoria di Serri, in “Monumenti Antichi dei Lincei”, 34, 1931, coll. 5-122
  • G. Lilliu, Sculture della Sardegna Nuragica, Cagliari, 1966, Ed. La Zattera
  • R. Zucca, Il santuario nuragico di S. Vittoria di Serri, Collana “Sardegna Archeologica”, Serie Guide e Itinerari, 7, Roma, 1988
  • M.G. Puddu, Recenti sondaggi di scavo a Santa Vittoria di Serri, in “La Sardegna nel Mediterraneo fra il Bronzo Medio e il Bronzo Recente” Atti del III Convegno di Studi, Selargius-Cagliari 19-22 nov.1987, Cagliari, 1992, pp. 145-156
  • M.G. Puddu, Serri (Nuoro). Località Santa Vittoria, Santuario federale nuragico. Scavi nella zona occidentale, in “Bollettino di Archeologia”, 13-15, Roma, Poligrafico e Zecca dello Stato, 1995, pp.187-197
  • F. Lo Schiavo,  M.G. Puddu, L’Antiquarium e il Santuario Nuragico di Santa Vittoria. Guida al percorso, Torino, 1996
  • F. Lo Schiavo, Il santuario federale nuragico di Santa Vittoria di Serri, in “L’eredità del Sarcidano e della Barbagia di Seulo”, Selargius-Cagliari 19-22 nov. 1987, Sassari 2000, pp. 202-205
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