.La Barbagia: Fonni, Complesso nuragico di Gremanu-Madau

Fonni, Complesso nuragico di Gremanu Madau
  • Tipo - Complessi nuragici
  • Nazione - Italia
  • Regione - Sardegna
  • Provincia - Nuoro
  • Comune - Fonni
  • Località - Gremanu-Madau
  • Data compilazione - 1 marzo 2006
  • Autore - Graziano Caputa

Ubicazione/Come arrivare

Da Nuoro percorrere la S.S. 389 verso Mamoiada; proseguire per Fonni, poi deviare per Pratobello; proseguire sulla S.P. 2 (vecchia strada per Lanusei) per circa 9 km fino a trovare, a destra, una stradina (segnalata) chiusa da un cancello, che porta dopo poche centinaia di metri al sito archeologico.

Descrizione

Il complesso nuragico della località nota con il nome di Gremanu o Madau, esteso per oltre sette ettari,  si articola, a monte, in una serie di fonti e pozzi per la captazione e la raccolta delle acque e, a valle, in una serie di templi con abitato. Vicino sorge anche una necropoli, sempre nuragica, con 4 tombe di giganti. A Gremanu ci troviamo di fronte all’unico esempio finora noto di “acquedotto” nuragico, un complesso di fonti collegate tra loro da un elaborato progetto idraulico, funzionale alla raccolta delle sorgenti della montagna, le cui acque venivano utilizzate per i riti religiosi e per il fabbisogno ordinario delle genti del villaggio che stava in basso. Da una prima fonte, in opera isodoma (a filari regolari di conci di pietra) come le altre strutture del complesso, le acque passavano attraverso una canaletta ad un secondo pozzo circolare. Da questo secondo pozzetto parte un’altra canaletta che porta verso il pendio. Le acque venivano quindi convogliate al sottostante complesso templare e abitativo. Sul lato destro del parametro murario ad emiciclo che delimita lo spazio di rispetto delle fonti le indagini hanno riportato in luce una vasca di forma rettangolare, costruita con conci in basalto “a T” metodicamente lavorati dai nuragici con scalpelli per rifinire e lisciare le superfici in vista. I blocchi si legavano fra loro con verghe metalliche e lignee, inserite negli incastri nelle code o nelle estremità dei conci stessi. L’interno della vasca è pavimentato da lastre di trachite e di tufo legate da incastri perfetti. Nelle vicinanze è stta trovata una testina d’ariete in trachite. L’uso di queste fonti appare esclusivamente religioso. Soprattutto, la vasca rituale (per le abluzioni purificatorie, molto simile a quella del nuraghe “Nurdole” di Orune) e le numerose basi per offerte rinvenute nel villaggio sottostante sono delle chiare testimonianze di sacralità del luogo. Di recente è stato riportato in luce un terzo pozzo, che si apre all’interno di un ambiente circolare, adiacente alla vasca lustrale, con copertura a filari aggettanti  (a tholos). All’interno della tholos, lungo la circonferenza dell’edificio e sopra un piano lastricato, poggiavano pugnali e spilloni in bronzo ed elementi di collana in ambra. Dallo scavo del pozzo provengono, invece, diversi contenitori in ceramica usati per prendere l’acqua, databili nelle fasi finali dell’età del Bronzo ( XII-IX sec. a. C. ).

Nel pianoro della piccola valle in basso, percorsa dal rio Gremanu, dove si trovano il villaggio e i templi nuragici è stato scavato un edificio che all’esterno presentava tutte le caratteristiche di un nuraghe monotorre. Si tratta invece di un originale luogo di culto. Molti blocchi presentano le superfici ricoperte da uno strato di materiale siliceo per aver subito un processo di fusione.

Tutta la zona dei vicini monti di Corr’è Boi è, infatti, interessata dalla presenza di antiche miniere di piombo. Il piombo, reso fluido negli appositi focolari, trovava un immediato utilizzo nelle basi in pietra per le offerte, abbondantemente rinvenute a Gremanu, offerte votive costituite principalmente da spade e bronzi figurati.

Gli scavi hanno portato alla luce anche un grande recinto di forma rettangolare, il temenos, che delimitava l’area sacra. All’interno di questo recinto oltre al tempio circolare è stato scoperto un secondo tempio, del tipo a megaron (forma rettangolare con le murature laterali che si prolungano formando delle ante) lungo undici metri.

La prima fase edilizia nell’area cultuale di Gremanu è riferibile al Bronzo Recente (XIII sec. a.C.). La presenza di reperti del Bronzo Medio (XV sec. a.C.) lascia, però, ritenere che l’intero complesso archeologico, con le fonti e l’abitato sottostante, si sovrapponga a un insediamento preesistente.

Cronologia

Età nuragica - Dal Bronzo Recente alla prima Età del Ferro (XV-IX secolo a.C. circa)

Bibliografia

  • M.A. Fadda, Gli architetti nuragici di Gremanu, in "Archeologia Viva", n. 63, maggio-giugno 1997, Firenze, Giunti
  • M.A. Fadda,  Il complesso di fonti di Gremanu (Fonni), Gremanu, in "Bollettino di Archeologia", 13-15, Roma, 1992, Istituto Poligrafico dello Stato
  • M.A. Fadda,  Complesso nuragico di Madau o Gremanu (Fonni). Gremanu, in "Bollettino di Archeologia", 19-21, Roma, 1992, Istituto Poligrafico dello Stato
  • M.A. Fadda,  Complesso di templi nuragici di Gremanu (Fonni). Gremanu, in "Bollettino di Archeologia", 43-45, Roma, 1997, Istituto Poligrafico dello Stato
  • M.A. Fadda, Il Museo Archeologico Nazionale di Nuoro, Collana “Sardegna Archeologica”, Serie Guide e Itinerari, 17 (nuova edizione), Sassari, 2006, Carlo Delfino Editore, , p. 52, fig. 53
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